La direttiva europea sui pagamenti

Obbliga a pagare in 30-60 giorni, ma non fornisce strumenti per la sua applicazione

Pochi giorni fa Intrum ha organizzato  a Milano l’evento “L’impatto dei pagamenti sull’andamento economico italiano- Spunti e riflessioni del nostro European Payment Report” , dove vari stakeholder del settore dei credit services hanno discusso dei temi trattati nella ventunesima edizione dello European Payment Report di Intrum. Uno dei temi centrali del report è quello della direttiva sui mancati pagamenti.

La direttiva sui mancati pagamenti è stata adottata nel 2011 ed entrata in vigore nel 2013, ma nel 2016 c’è stata la prima valutazione sulla sua efficacia. Nel 2018 Intrum ha fatto uno studio su come la direttiva fosse trasposta negli Stati membri e su quali misure legislative e volontarie fossero state adottate in materia di pagamenti B2B. Nel gennaio 2019 il Parlamento Europeo ha utilizzato molte nostre conclusioni sul tema che  sono poi confluite nella risoluzione adottata sulla direttiva del ritardo dei pagamenti.

Alcune spunti interessanti che sono emersi : soltanto meno del 40% dei pagamenti B2B sono effettuati secondo i termini concordati nel contratto, ciò vuol dire che il 60% pagamenti B2B in Europa sono in ritardo. Si tratta di una percentuale che, soprattutto, ha un impatto sui settori:  IT, Business Services, Transport & Logistics, Construction, Food & Beverage, Commercio al Dettaglio e Ingrosso e Manifatturiero.

Nel settore Construction e  Food, oltre il 60% dei pagamenti è effettuato in ritardo, ma la cosa più grave è che per una PMI un ritardo superiore di 60 giorni aumenta  esponenzialmente il rischio di fallimento, 1/4 dei fallimenti in Europa è dovuto ai ritardati pagamenti. Nel settore Construction addirittura uno su 3.

 

Nel settore Food il 90% degli imprenditori è pagato in ritardo, la cosa più grave è che il ritardato pagamento è una pratica intenzionale, non è dovuto a difficoltà economica del debitore, ma è profondamente radicata nelle aziende, per questo  la UE ha adottato una direttiva sulle pratiche abusive nel Food Suply Chain dove il ritardo di pagamento è la prima pratica abusiva. Le pratiche abusive sono quelle pratiche legali ma messe in atto deliberatamente per aggirare l'obbligo di pagare tempestivamente. Il caso emblematico è quello di Thomas Cook che lascia un buco di 200 Milioni di Euro non pagati in Spagna, 60% con gli alberghi e il 40% con le PMI spagnole che si occupano di servizi turistici.  Thomas CooK ha allungato i termini di Pagamento a 90 giorni e per esempio gli alberghi hanno perso  il fatturato di Agosto, mese di punta del settore turistico.  

La linfa vitale delle imprese sono i pagamenti. Molte non attivano procedure giudiziarie per essere pagate, il 70% delle imprese non chiede interessi quando sono pagate in ritardo, non chiedono la compensazione dei 40 euro che è un diritto, perchè c'è il cosidetto  fear factor, la paura di danneggiare relazioni commerciali, molti imprenditori preferiscono avere una pessima relazione con il creditore, perchè se si cominciano a chiedere interessi oppure si scelgono le vie legali, il lavoro ne risente. Questo significa che manca un enforcement framework, un  sistema di risoluzione che sia fatto di mediazione, che possa cioè supportare gli imprenditori e che dia la confidenza e la forza di poter difendere i propri diritti. Forse la direttiva sui pagamenti è una direttiva zoppa: da una parte obbliga a pagare in 30-60 giorni, ma dall' altra non dà gli strumenti su come tutto ciò possa essere effettuato.