Le aste immobiliari in Italia

Nel 2019 perdite di valore per 3,4 miliardi

Un  articolo del Sole 24 Ore firmato da Morya Longo (3/6/2020)  segnala come per le aste immobiliari il 2019 sia stato un anno difficile. Oltre 250 mila aste nel complesso e 160 mila immobili totali passati in asta con un controvalore minimo di 18 Miliardi. Ogni immobile è passato in asta quindi 1,58 volte contribuendo un deprezzamento totale di 3,4 miliardi di valore.

E’ necessario che i tribunali adottino tempistiche standard per ridurre i tempi tra un esperimento e l’altro e per far fronte agli ulteriori ritardi accumulati a seguito del lockdown sarebbe auspicabile, nel breve periodo, un impianto normativo che faciliti ulteriormente la assegnazione al terzo titolare.

Altro passo essenziale è il passaggio alle aste telematiche che nel complesso nel 2019 hanno contato  per il 39% delle aste totali mentre il 26% si è svolto in modalità mista analogica digitale.

Inoltre per rendere più efficiente il mondo delle aste è necessario avvicinare il mercato degli investitori privati: persone fisiche e piccole imprese. Come? Utilizzando strumenti di marketing tipici del mercato immobiliare come l’inserzione pubblicitaria sui principali portali immobiliari,  la cartellonistica di prossimità e gli strumenti del digital marketing: dai post sponsorizzati sui social network fino alla messagistica che, con diverse sfumature, consente una promozione non invasiva verso l’utente finale. Importante anche facilitare le visite che oggi sono  troppo a discrezione del delegato alla vendita. 

Importante anche il ruolo degli operatori interessati al mercato delle aste che insieme ai  tribunali dovrebbero lavorare alla definizione di un unico format di CTU volto non solo a determinare il valore di mercato degli immobili ma anche a renderlo fruibile sinteticamente agli investitori nell’ambito del processo d’asta.